La mappa dei sapori sulla lingua è una totale bugia (e la colpa è di una pessima traduzione)
Se vai a scovare un vecchio sussidiario delle elementari, quasi sicuramente troverai quel famoso disegno della lingua divisa in zone colorate: la punta sente il dolce, i lati il salato e l'acido, e la parte posteriore l'amaro. È una nozione così diffusa che la diamo tutti per scontata. Peccato che sia completamente falsa.
Tutto nasce nel 1901 da uno studio dello scienziato tedesco David Hänig, il quale aveva semplicemente notato che alcune aree della lingua erano leggermente più sensibili di altre a determinati stimoli. Nel 1942, uno psicologo americano di nome Edwin Boring decise di tradurre e riassumere quella ricerca, ma commise un errore grossolano di interpretazione, trasformando una piccolissima differenza di sensibilità in zone rigide ed esclusive.
La realtà è che le tue papille gustative sono distribuite ovunque sulla lingua (e persino sul palato e nella gola) e ogni singola papilla è in grado di percepire tutti e cinque i gusti fondamentali (incluso l'umami, il sapore del glutammato).
Non ci credi? Fai un esperimento facilissimo: prendi un granello di sale, appoggialo sulla punta della lingua e vedrai che lo percepirai immediatamente come salato, senza bisogno di spostarlo ai lati.
Non abbiamo affatto cinque sensi: sono molti di più (e alcuni ti salvano la vita)
"Vista, udito, olfatto, gusto e tatto". Fin dai tempi di Aristotele ci ripetono che i sensi umani sono cinque. È una classificazione poetica, ordinata, ma dal punto di vista biologico e neurologico è una colossale fake news.
Oggi la scienza concorda sul fatto che il corpo umano possiede tra i 9 e i 21 sensi diversi, a seconda di come gli scienziati decidono di classificarli. Se ti fermi a riflettere, ci sono cose che percepisci chiaramente che non rientrano affatto nei classici cinque. Per esempio:
- La propriocezione: È il senso che permette al tuo cervello di sapere esattamente dove si trovano le parti del tuo corpo nello spazio, anche a occhi chiusi. È grazie alla propriocezione se riesci a toccarti la punta del naso al buio o a camminare senza guardarti costantemente i piedi.
- La termoanalisi: La capacità di percepire il caldo e il freddo. Non stai "toccando" la temperatura, la stai misurando attraverso recettori specifici sulla pelle.
- L'equilibriocezione: Gestita dai fluidi presenti nel tuo orecchio interno, ti permette di stare in piedi senza cadere e di capire se ti stai muovendo o se sei a testa in giù.
- La nocicezione: Il senso del dolore, che viaggia su canali neurali totalmente diversi dal semplice tatto e funge da vero e proprio sistema d'allarme per il corpo.
Insomma, i superpoteri sensoriali che usi ogni giorno sono molti di più di quelli che ti hanno insegnato a scuola. Ma davvero?

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